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I COLORI DELLA FORMULA 1

Ben ritrovati amici sportivi e non. Rieccoci anche questo mese in compagnia del vostro reporter sportivo Manu.Roma. Questa volta voglio parlarvi di uno sport amato da tanti: la formula 1

Inizia il 25 marzo a Merlbourne... finisce esattamente 8 mesi dopo ad Abu Dhabi. E' il mondiale dei piloti per eccellenza. E' il mondiale dei costruttori di auto più importanti del mondo... è il mondiale di Formula 1, la massima espressione dell'automobilismo. Monoposto che arrivano a 1000 cavalli di potenza pur con una cilindrata da utilitaria o poco più. E' il mondiale dell'eccellenza in tutti i settori della meccanica.

E' il mondiale dei colori.

 

L'argento delle Mercedes.

 

Era il 1934 quando durante le prove di peso delle vetture prima della corsa in Mercedes si accorsero di superare di un chilogrammo il limite previsto dal regolamento. Fu così che nei box, quella notte, i meccanici e tutti i tecnici raschiarono la vernice bianca della vettura per recuperare quel chilo in più. Raschiarono tutta la vernice fino a far apparire l'argento dell'alluminio con cui era costruita la scocca. L'indomani i giornalisti e  tutti gli spettatori ammirarono quella lucente vettura argentea e da quel giorno il colore “simbolo” delle Mercedes è il grigio per ricordare quell'episodio epico.

 

Gli sponsor sono fondamentali in tutti gli sport. Essenziali in uno sport dove per poter solo competere servono budget uguali o addirittura superiori ad una finanziaria di uno stato come l'Italia. Gli sponsor finanziano e chiedono visibilità. Ed è grazie a questo connubio economico che nasce la monoposto di formula 1 più bella di sempre. Lo sponsor tabaccaio obbligò la Lotus a verniciare la sua vettura di nero. Righe e scritte dorate fecero il resto. E' un perfetto esempio di pubblicità riuscita. Infatti forse molti non sanno che si tratta di una Lotus ma sicuramente tutti gli appassionati di Formula 1 la ricordano come la JPS di Senna. Inimitabile.

 

Il giallo delle francesi


Nel 1960 l'amministratore delegato della Renault crea e firma un documento tramite il quale la casa costruttrice si impegna ad utilizzare sempre lo stesso simbolo e lo stesso tipo di carattere per identificare le proprie vetture.

 

Questo documento venne scritto e firmato in quanto ci si era accorti che i prodotti della casa automobilistica venivano associati al giallo presente nello sfondo del marchio. Fu così che il giallo predominante della Formula 1 con cui corse Renè Arnoux nel famoso duello di Digione con Gilles Villeneuve è associato indissolubilmente alla casa francese. Passano gli anni, i decenni ma il giallo è ancora il colore predominante per identificare le auto da corsa d'oltralpe.  Turbolenti (dovuto al fatto che fu la prima vettura a montare il turbo).

 

Le Luci della Notte di Yas Marina Bay

 

Dal 2009 il circus della Formula1 fa tappa nel deserto degli Emirati Arabi Uniti. Ad Abu Dhabi, o più precisamente su una baia di un'isola creata artificialmente a 30 km dalla capitale, si snoda un circuito che Kimi Raikkonen lo ha etichettato come un circuito “dalla prima parte ok, la seconda di m..... “.  Il circuito di Yas Marina Bay.

 

 Tutti i piloti però sono concordi nel definire la corsa notturna come un'emozione fantastica dove i colori riempiono la notte di un blu elettrico misto ai colori delle lucenti vetture che lo percorrono alla velocità massima di 335 Km/h. Affascinante nel suo insieme.

 

Il Rosso Della Passione

 

Non c'è luogo al mondo che non riconosca il rosso Ferrari. Il rosso Ferrari è passione, orgoglio, sudore, sacrificio, tifo, passione, orgoglio, sudore, sacrificio, tifo, passione, orgoglio, sudore, sacrificio, tifo, passione, orgoglio, sudore, sacrificio, tifo.................... (volutamente ripetuto).

In ogni parte del mondo è la macchina da corsa per eccellenza. Possono passare anche 20 anni senza vittorie ma la storia ha creato “a ragione” il mito della Ferrari. Un uomo da solo. Uno scorbutico. Un testone (come lo ha definito il suo braccio destro), un uomo fatto a “passione”.

 

Enzo Ferrari 70 anni fa l'ha creata e con il suo modo di fare ha unito sotto lo stesso colore miliardi di persone ogni domenica che La Rossa Di Maranello scende in pista. Sempre presente nel mondiale di Formula 1 fin dalla prima edizione, impersonando il carattere del suo creatore, non si è mai scoraggiata nemmeno per venti anni senza risultati. Il lavoro duro ha creato il mito, il resto lo ha fatto la passione. La passione per il Rosso Ferrari.

Agli albori del mondiale di formula 1 non c'erano sponsor ma solo voglia di predominare sugli avversari. C'era però anche l'orgoglio italiano e lo stesso delle altre nazioni che avevano vetture nel mondiale. Fu così che fu deciso un colore per distinguere le varie vetture in base alla nazione di provenienza. All'Italia venne assegnato il “rosso” e da quel momento oltre Ferrari anche Alfa Romeo è associata a quel colore.

 

Bene, avete trovato interessante l’articolo? Continuate a seguirmi sempre qui sul blog di smeet. Un saluto dal vostro reporter Manu. Roma